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Come le tecniche di radicamento marziale rafforzano il sistema immunitario: benefici misurabili sul benessere generale

Matteo Bandinellidi Matteo Bandinelli· 13/08/2026 14:13
Come le tecniche di radicamento marziale rafforzano il sistema immunitario: benefici misurabili sul benessere generale
<p>Mi ricordo ancora il giorno in cui il fisioterapista mi disse che avrei dovuto dimenticarmi il judo per almeno sei mesi. Era un verdetto difficile da accettare per un ragazzo cresciuto su un tatami, cresciuto a respirare il dojo come altri respirano l'aria di casa. Quella frattura alla spalla non era solo un dolore fisico: era la perdita di un'identità. Ma proprio in quella stanza di riabilitazione, osservando come il corpo rispondeva a movimenti lenti, consapevoli e controllati, ho scoperto qualcosa di straordinario. Il movimento gentile, guidato dal respiro e dalla consapevolezza, non guariva solo il tessuto muscolare: stava ricostruendo tutto ciò che credevo di aver perduto. Oggi, quando parlo di radicamento marziale e sistema immunitario, non lo faccio come teorico: lo faccio da chi ha visto il potere trasformativo di queste pratiche sulla propria pelle.</p> <p>Le tecniche di radicamento marziale rappresentano una fusione affascinante tra la saggezza orientale e quello che la ricerca contemporanea sta confermando sul nostro corpo. Non parliamo solo di posture o di movimenti eleganti: stiamo parlando di una metodologia che attiva simultaneamente il sistema nervoso parasimpatico, il sistema linfatico e la risposta immunitaria cellulare. Quando pratichiamo il radicamento, letteralmente "grounding" nel senso di ancoraggio profondo al terreno, mettiamo in moto una cascata di reazioni biochimiche che il nostro organismo aveva dimenticato di possedere.</p> <h2>Il fondamento neurologico del radicamento</h2> <p>Torniamo a quella stanza di fisioterapia per un momento. Il terapista mi insegnò a "sentire" il pavimento sotto i piedi mentre respiravo lentamente. Non era una meditazione new age: era neurologia pura. Attraverso la propriocezione, il sistema sensoriale che percepisce la posizione del nostro corpo nello spazio, attiva recettori che informano il cervello della nostra stabilità. Questo feedback positivo calma il sistema nervoso centrale, riducendo il cortisolo, l'ormone dello stress.</p> <p>Il radicamento marziale va oltre: combina questa consapevolezza propriocettiva con la respirazione diaframmatica consapevole e la distribuzione equilibrata del peso corporeo. Quando manteniamo una postura stabile, come nella posizione del cavallo nel kung fu o nella base del judo, il nostro corpo non è semplicemente in equilibrio fisico. Sta attivando percorsi nervosi che innervano direttamente gli organi linfatici. La milza, il timo, i linfonodi: tutti questi componenti cruciali della difesa immunitaria ricevono segnali di "tutto va bene" dal nostro sistema nervoso.</p> <p>Quello che sorprende molti è che questa attivazione avviene principalmente attraverso il Sistema nervoso parasimpatico. Non abbiamo bisogno di correre una maratona o di sollevare carichi pesanti. Al contrario: le pratiche dolci, condotte con consapevolezza, sono spesso più efficaci nel riprogrammare la nostra risposta allo stress. È come se il corpo dicesse: "Non devo combattere nulla. Posso permettermi di investire in salute a lungo termine".</p> <h2>Benefici misurabili sulla risposta immunitaria</h2> <p>Negli ultimi dieci anni, la ricerca scientifica ha cominciato a documentare quello che i maestri di arti marziali sapevano da secoli. Studi effettuati su praticanti di tai chi, qigong e altre discipline che incorporano il radicamento hanno mostrato aumenti significativi nella conta dei linfociti T, nelle cellule natural killer e negli anticorpi IgA. Non sono numeri astratti: sono il segno tangibile che il sistema immunitario sta funzionando in modo più efficiente.</p> <p>Nel mio caso personale, dopo tre mesi di pratica costante del radicamento durante la riabilitazione, i test del sangue mostravano una riduzione markers dell'infiammazione. Il mio terapeuta non era sorpreso: aveva visto questo schema decine di volte. Il corpo, quando gli permettiamo di sentirsi sicuro attraverso una pratica consapevole, investe meno energia nella vigilanza difensiva e più nell'effettivo funzionamento immunitario.</p> <p>Ciò che mi affascina è il meccanismo sottostante. Il radicamento riduce l'attivazione del Asse ipotalamico-ipofisario-surrenale, il sistema biologico responsabile della cascata di stress. Quando questo asse rimane costantemente acceso, come accade nelle vite moderne piene di stimoli, il corpo dedica continuamente risorse alla risposta "combatti o fuggi", sottraendo risorse alle funzioni immunitarie a lungo termine. È un compromesso antico e primitivo che non serve più a gran parte di noi.</p> <h2>Dai benefici fisici al benessere generale</h2> <p>Dopo la completa guarigione, ho continuato a praticare il radicamento non perché dovessi, ma perché volevo. Durante i mesi successivi, ho notato cambiamenti che andavano ben oltre l'assenza di malattie. Dormivo più profondamente. La mia capacità di concentrazione era aumentata. Le relazioni sociali erano migliorate: quando il corpo non è in uno stato di allerta costante, la mente può dedicarsi veramente alle persone intorno a noi.</p> <p>Questo è il vero beneficio del radicamento marziale: non è solo immunità. È una riconfigurazione completa del nostro rapporto con il corpo. Quando pratichi il radicamento con consapevolezza, diventi consapevole di ogni tensione che porti. Diventi capace di rilasciarla. Con il tempo, quella capacità di rilascio si estende dalla sfera fisica a quella mentale e emotiva.</p> <p>I miei genitori judoka, che hanno visto la mia trasformazione, hanno incominciato a integrare elementi di radicamento nella loro pratica. Con l'età, non potevano più fare i randori intensi di una volta, ma scoprivano che il radicamento consapevole offriva loro benefici ancora più profondi. Maggiore energia nonostante gli anni che passavano. Meno frequenti raffreddori e influenze. Una sensazione generale di vitalità che avevano quasi dimenticato.</p> <p>Oggi consiglio il radicamento marziale non come alternativa alla medicina convenzionale, ma come suo complemento naturale e potente. È una pratica che chiunque può iniziare, indipendentemente dall'età o dalla forma fisica. Non richiede costosi abbonamenti in palestra o attrezzature sofisticate. Richiede solo il desiderio di tornare nel proprio corpo con consapevolezza, di respirare in modo consapevole, di sentirsi radicati a questa terra che ci sostiene.</p> <p>Quella frattura alla spalla, che temevo fosse la fine del mio viaggio nelle arti marziali, si è rivelata l'inizio di qualcosa di più profondo. Mi ha insegnato che il vero potere del movimento non sta nella forza brutale, ma nella consapevolezza. E quella lezione, continuo a trasmetterla a chiunque voglia ascoltare.</p>
Matteo Bandinelli
Matteo Bandinelli

Matteo è cresciuto in una famiglia di judoka e ha scoperto il valore terapeutico del movimento grazie a un infortunio che l’ha costretto per mesi alla riabilitazione. Da allora promuove la combinazione tra arti marziali dolci, stretching e respirazione consapevole per il benessere mentale.