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Corpo fluido: l’importanza del rilassamento attivo nelle arti marziali cinesi

Matteo Bandinellidi Matteo Bandinelli· 25/08/2026 08:01
Corpo fluido: l’importanza del rilassamento attivo nelle arti marziali cinesi

Ricordo ancora il momento in cui il mio maestro mi fermò durante una lezione di tai chi. Ero teso, irrigidito, concentrato nel cercare il movimento perfetto. Mi guardò con serenità e disse semplicemente: "Il corpo deve fluire come l'acqua, non combattere la corrente". Quella frase mi ha insegnato una lezione che la medicina sportiva impiega anni a spiegare: il rilassamento attivo non è pigrizia, ma la chiave per sbloccare il vero potenziale fisico e mentale.

La mia infanzia, circondata dai tatami dove mio padre insegnava judo, mi aveva abituato a pensare al movimento solo in termini di forza e tecnica. Tutto cambiò quando un infortunio alla spalla mi costrinse a sei mesi di riabilitazione forzata. Fu in quel periodo buio che scoprii come le arti marziali cinesi approcciano il corpo diversamente: non come una macchina da dominare, ma come un sistema energetico da equilibrare.

La contrazione paradossale: quando la tensione blocca il progresso

Chi pratica arti marziali occidentali conosce bene questo fenomeno. Durante i primi mesi di allenamento, soprattutto nel karate e nel taekwondo, si tende a irrigidirsi. Ogni tecnica viene eseguita con massima contrazione muscolare, credendo che più forza significhi migliori risultati. La realtà è opposta.

Quando i muscoli rimangono contratti anche tra uno sforzo e l'altro, il corpo consuma energia inutilmente e rallenta la circolazione sanguigna. Questo stato di tensione cronica limita l'elasticità e la velocità del movimento, paradossalmente indebolendo ciò che credevamo di stare rafforzando. Durante la mia riabilitazione, il fisioterapista mi fece notare come la mia spalla era bloccata non solo dall'infortunio, ma soprattutto dalla paura e dalla tensione psicologica che manteniamo quando siamo feriti.

Le arti marziali cinesi, in particolare il tai chi e il qigong, affrontano questo problema alla radice insegnando il rilassamento attivo: uno stato in cui i muscoli sono pronti all'azione senza essere continuamente contratti. È la differenza tra una corda tesa e una molla pronta a scattare.

Il ciclo energetico: respirazione e scorrimento consapevole

Quando scoprii il Qigong, rimasi sorpreso dalla semplicità apparente. Le forme sembravano lente, quasi meditative, eppure ogni movimento aveva una precisione inquietante. Il maestro di qigong mi spiegò che ogni gesto era sincronizzato con il respiro, e il respiro era sincronizzato con il flusso energetico interno chiamato qi.

Questo non è misticismo. La scienza moderna ha dimostrato che la respirazione consapevole attiva il sistema nervoso parasimpatico, quello che ci rilassa e ci guarisce. Nel qigong, l'inspirazione accompagna il rilassamento della spalla, l'espirazione guida l'energia verso il basso. Dopo poche settimane di pratica, notai come il mio corpo rispondeva meglio ai movimenti proprio perché non stava più combattendo contro se stesso.

Il rilassamento attivo non significa assenza di forza. Significa che la forza fluisce naturalmente quando serve, senza blocchi psicosomatici. Un praticante di tai chi può dirottare un attacco con una frazione della forza di un combattente teso, semplicemente perché sa come guidare l'energia anziché opporsi ad essa.

La guarigione attraverso il movimento consapevole

La mia strada verso il recupero non è stata quella che mi sarei aspettato. Invece di tornare subito agli allenamenti intensi, ho alternato sedute di fisioterapia tradizionale con pratica di tai chi. I risultati furono sorprendenti: la mobilità della spalla migliorava significativamente di settimana in settimana, e soprattutto scomparve quella sensazione di disagio costante che accompagnava ogni movimento.

Questo accade perché il rilassamento attivo favorisce il Rilassamento muscolare progressivo|flusso sanguigno e la percezione neurale. Quando siamo consapevoli del nostro corpo, non attraverso la tensione ma attraverso l'ascolto, il cervello riceve informazioni precise su cosa funziona e cosa no. La guarigione diventa un processo attivo e intelligente, non una passiva attesa che il tempo faccia il suo corso.

Ho incontrato centinaia di persone negli anni successivi che praticano arti marziali cinesi proprio per questo motivo: non per diventare combattenti invincibili, ma per ritrovare il contatto con il proprio corpo dopo infortuni, stress cronico, o semplicemente la frenesia della vita moderna. Genitori che scoprono come il tai chi li aiuta con l'ansia, professionisti che trovano nel qigong un antidoto allo stress del lavoro, anziani che recuperano mobilità e fiducia nei propri movimenti.

Integrare il rilassamento attivo nella pratica quotidiana

Non serve aspettare un infortunio per beneficiare di questo approccio. Il rilassamento attivo può essere integrato in qualsiasi pratica marziale, anche le più tradizionali. Ho visto judoka migliorare la loro tecnica di proiezione incorporando momenti di consapevolezza e respiro. Boxeur che colpiscono più forte perché hanno imparato a non disperdere energia in tensioni inutili.

Il processo è graduale. Inizia con la respirazione: fermati qualche secondo durante l'allenamento e senti dove stai trattenendo tensione. Poi prova a rilasciare senza perdere l'assetto. Scoprirai che il tuo corpo può fare cose straordinarie quando smette di combattere contro se stesso.

Dopo anni di pratica e insegnamento, ho imparato che le migliori arti marziali non sono quelle che insegnano solo a colpire, ma quelle che insegnano a fluire. Come l'acqua che il mio primo maestro di tai chi mi invitava a emulare: apparentemente morbida, ma capace di erodere la roccia. Il corpo fluido non è una debolezza, ma la forma più sofisticata e efficace di forza che esista.

Matteo Bandinelli
Matteo Bandinelli

Matteo è cresciuto in una famiglia di judoka e ha scoperto il valore terapeutico del movimento grazie a un infortunio che l’ha costretto per mesi alla riabilitazione. Da allora promuove la combinazione tra arti marziali dolci, stretching e respirazione consapevole per il benessere mentale.